Sammarro (Confasi): “La riapertura delle scuole è una mossa troppo azzardata”

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Sammarro (Confasi): “La riapertura delle scuole è una mossa troppo azzardata”

Tante le perplessità in merito alla riapertura delle scuole, fissata al 7 gennaio. Intanto il governo continua a mantenere salda la sua posizione e il premier Conte e la ministra Azzolina insistono per il rientro a scuola. “La riapertura delle scuole – dichiara il segretario nazionale della Confasi, Adele Sammarro- è una mossa troppo azzardata”. “I dati di questi giorni evidenziano un netto aumento dei casi di contagio, la riapertura delle scuole potrebbe solo peggiorare la situazione”.

“Tutti auspichiamo il rientro a scuola, ma con le dovute garanzie sia per il personale scolastico che per gli alunni. Ad oggi di concreto non è stato fatto nulla, se non uno sperpero di danaro”. “Si parla di rientro con turni scaglionati anche questo è un sistema inconcepibile, bocciato sia dai dirigenti che dai docenti. I disagi che emergeranno- replica la Sammarro- saranno tantissimi, per non parlare delle ripercussioni che si avranno sulla didattica. Non dobbiamo dimenticare che la scuola è comunità, ma soprattutto è integrazione, condivisione. E’ presidio fondamentale per la coesione sociale del Paese,  e una simile soluzione sarebbe dannosa”.

“Negli ultimi tempi si è perso di vista il ruolo primario della scuola, che continua ad essere snaturato e depredato in ogni parte. In caso di rientro a scuola come Confasi chiediamo maggiori garanzie e le giuste tutele, non si può mettere a rischio l’incolumità del personale e degli studenti, il diritto alla salute deve essere costituzionalmente garantito, non ci può essere pressapochismo. Si rientra solo in caso di sicurezza, ci devono essere conferme certe. Cosa alquanto difficile. E’ facile dare dei diktat dall’alto di una poltrona per chi non lavora nella scuola, per  chi non sa cosa significa stare cinque ore in una aula, con trenta alunni e tutte le responsabilità del caso.

Invito il ministro dell’istruzione a fare un giro nelle scuole del Sud, venga in Calabria per rendersi conto della situazione reale dei territori e delle scuole, saremo curiosi di conoscere le Sue soluzioni”. “A mio avviso -prosegue Adele Sammarro- sarebbe il caso di continuare con la DaD, che non potrà mai sostituirsi alla didattica in presenza. Ma rappresenta un’ alternativa valida soprattutto in quelle regioni dove si registra un netto aumento di casi di positività.

La scuola ha dimostrato che la DaD funziona benissimo, i ragazzi essendo “nativi digitali” non hanno alcuna difficoltà, i docenti continuano a svolgere il proprio ruolo con la passione educativa di sempre, che non si trasmette solo nell’atto del sapere, ma in ogni piccolo dettaglio del fare didattica, di esser guida per il discente. Ogni docente- conclude la Sammarro- ha a cuore il bene dei propri alunni e anche con la Dad sarà assicurato il successo formativo di tutti, nessuno escluso”.