Salvini e Sardine domani a Riace, prevista giornata incandescente

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Le Sardine, che lo scorso 6 gennaio erano scese in piazza a fianco di Mimmo Lucano, domani si preparano a replicare rispondendo dal borgo di Riace alle parole di Matteo Salvini che, invece, interverrà da Riace Marina

Si prospetta essere una giornata particolarmente movimentata quella di domani, venerdì 17, a Riace. Per i più scaramantici il 17 non è un numero che lascia ben sperare anzi è presagio di sciagure. «Da una parte una piazza di odio che mal si concilia coi crocifissi e con l’ipocrita retorica religiosa esibita ad ogni piè sospinto. Dall’altra una taverna che porta il nome di una donna umile dove senza urla si leggerà e si rifletterà. All’odio si risponderà con la riflessione, da un lato la bava alla bocca e dall’altra parole dolci di umanità. Perché solo così si potrà resistere all’ondata nera che rischia di sommergerci e che domani invaderà simbolicamente anche Riace. Ma noi non siamo scomparsi, noi Resistiamo», ha dichiarato Jasmine Cristallo coordinatrice del movimento 6000 Sardine.

La Cristallo nei giorni scorsi è stata protagonista di una polemica proprio con l’attuale sindaco di Riace, Antonio Trifoli, che sui social aveva “distrattamente” pubblicato i dati dell’attivista calabrese. Un gesto, quello di Trifoli, che aveva suscita l’ira dell’attivista che ha subito commentato: «Non l’ho mai incontrato di persona, ma tra poco succederà: in tribunale».

«Affronteremo assieme a Salvini tematiche importanti quali l’occupazione giovanile, le infrastrutture, il rilancio turistico e culturale della nostra terra, non ultime le politiche d’accoglienza», «Non c’è tempo per rappresaglie e sterili polemiche», ha fatto sapere l’amministrazione che appoggia la Lega. Oggi, sotto la guida di Trifoli, Riace non è più “il paese dell’accoglienza”, ma il “paese di San Cosimo e Damiano”, come recita il cartello che il nuovo sindaco ha, in tutta fretta, sostituito con quello precedente. A Riace con questa puntata elettorale, si consuma l’ultimo atto di un delitto propagandistico contro un virtuoso modello di integrazione possibile. Di Riace, l’olimpionico del comizio elettorale, ha preteso lo scalpo» ha concluso la Cristallo.