Proroga dello stato d’emergenza? Le tre soluzioni possibili per il Governo

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L’obbligo di esibire il green pass ci accompagnerà quasi sicuramente anche nel 2022, almeno fino a marzo ma forse anche fino all’estate. I numeri parlano chiaro e dicono che l’epidemia è già in risalita a inizio autunno. In questa prospettiva il green pass, secondo il Governo, può essere ancora molto utile per tenere a bada il virus durante i mesi invernali.

Verso un nuovo stato d’emergenza

Ma l’Esecutivo punta ad estendere anche lo stato di emergenza che si concluderà formalmente a fine anno dopo quasi due anni di proroghe.

A scaldare gli animi della discussione dunque c’è la scelta sulla proroga dello stato d’emergenza. Stando alle ultime dichiarazioni rilasciate dal ministro Roberto Speranza, l’esecutivo potrebbe decidere di rinnovare la misura nel caso dovesse sussistere ancora la necessità.

Le proroghe possibili sono però finite già a luglio del 2021 perché il primo provvedimento fu deliberato per 6 mesi e non per un anno. In poche parole, lo stato d’emergenza è scaduto il 31 luglio del 2020, poi è stato prolungato di un anno fino al 31 luglio del 2021. Infatti per portarlo fino al 31 dicembre prossimo il Governo è dovuto intervenire con una norma primaria.

Ad oggi quindi, se la scelta ricadesse sull’allungamento ulteriore anche per l’anno 2022, sarebbe necessario ricorrere ad una nuova norma primaria.

 Tre possibili opzioni

La prima prevede l’approvazione di un decreto formulato ad hoc da parte del Governo, uno strumento in cui andrebbe indicata la durata provvisoria del nuovo stato d’emergenza, così da poter usufruire di ulteriori eventuali proroghe in futuro.

La seconda possibilità sarebbe quella di elaborare un emendamento ad un provvedimento che risulti già in discussione in Parlamento: questa soluzione incontrerebbe però delle inevitabili difficoltà di convergenza da parte dei partiti che sostengono la maggioranza, che dovrebbero così trovare la quadra per una modifica ad uno dei testi già licenziati in Consiglio dei ministri.

L’ultimo scenario è quello ritenuto da tutti come il più plausibile, ossia l’inserimento di una norma specifica all’interno del decreto Milleproroghe, che come sempre viene portato alle Camere per risolvere le disposizioni urgenti di fine anno.