‘Ndrangheta, favorirono la latitanza del boss Crea: otto arresti – I NOMI

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'Ndrangheta, favorirono la latitanza del boss Crea: otto arresti - I NOMI
'Ndrangheta, favorirono la latitanza del boss Crea: otto arresti - I NOMI

La Squadra Mobile di Reggio Calabria ha arrestato otto persone per associazione mafiosa. L’operazione è stata eseguita in base a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Reggio Calabria su richiesta della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia.

Secondo quanto emerso dalle indagini, i sospettati, appartenenti alla cosca Crea di Rizziconi, sono accusati di vari reati, tra cui associazione mafiosa, favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena, aggravati dalle finalità mafiose. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile e dalla Sezione Investigativa SCO di Reggio Calabria sotto la guida della Procura della Repubblica, hanno permesso di individuare i presunti affiliati alla cosca Crea, che si sarebbero occupati, tra le altre cose, di gestire la latitanza di uno dei capi, Domenico Crea.

L’arresto di Domenico Crea, considerato il reggente del sodalizio a causa della detenzione del padre Teodoro e del fratello Giuseppe, è avvenuto dopo oltre quattro anni di latitanza. Durante questo periodo, la sua fuga era stata protetta da una rete di complici fidati, tra cui Domenico Pillari  e Rocco Versace, già condannati in passato per aver favorito la latitanza dell’anziano boss Teodoro. Questi si sarebbero anche occupati di garantire l’operatività del sodalizio attraverso la comunicazione con altre organizzazioni criminali.

Le indagini hanno anche rivelato il coinvolgimento di Luigi Mancuso e Pasquale Gallone, condannati in precedenza per aver favorito la latitanza di Domenico Crea. In particolare, si è scoperto che Crea ha trascorso gran parte della sua latitanza in provincia di Vibo Valentia, con il sostegno di Mancuso e Gallone. Durante questo periodo,  Domenico Pillari avrebbe mantenuto i contatti con Mancuso e Gallone attraverso la mediazione di Antonino Rottura.

L’operazione contro la cosca Crea ha avuto importanti ricadute anche su altre indagini in corso. Infatti, due degli arrestati, Rocco Versace e Francesco Candiloro, erano già detenuti per un altro caso relativo all’omicidio di Marcello Bruzzese, avvenuto a Pesaro nel dicembre 2018. L’omicidio di Bruzzese, insieme ad altri progetti di attentato, è stato ritenuto parte del programma criminale della cosca Crea.

L’operazione è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra diverse Direzioni Distrettuali Antimafia, tra cui quelle di Brescia e Ancona, che hanno contribuito ad arricchire e consolidare le prove raccolte. Inoltre, è stato avviato un coordinamento investigativo anche con la Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, diretta dal Procuratore Nicola Gratteri, per altre indagini legate al programma criminale della cosca Crea.

L’operazione è stata inoltre supportata da personale delle Squadre Mobili di Bologna, Nuoro e Vibo Valentia, nonché dalle S.I.SCO di Milano, Catanzaro e L’Aquila, dal Reparto Prevenzione Crimine e dal Gabinetto Polizia Scientifica.

La fase finale dell’operazione è stata supportata da personale dalle Squadre Mobili di Bologna, Nuoro e Vibo Valentia e dalle S.I.SCO di Milano, Catanzaro e L’Aquila, da equipaggi del Reparto Prevenzione Crimine e dal Gabinetto Polizia Scientifica.

Indagati in stato di arresto e relative contestazioni:

Misura cautelare in carcere:

PILLARI Domenico detto “Mimmo” nato a Rizziconi il 13/05/1965, per il reato di associazione mafiosa;
PILLARI Giovanni nato a Polistena il 30/11/1993, per il reato di associazione mafiosa;
VERSACE Rocco detto “Rocco ‘u Gemellu” nato a Taurianova il 31/10/1967, già detenuto per altra causa, per il reato di associazione mafiosa;
ROTTURA Antonino detto “Nino” nato a Rizziconi il 08/08/1961, per il reato di associazione mafiosa;
TRIPODI Salvatore nato a Cinquefrondi il 15/01/1993, per il reato di associazione mafiosa;
CANDILORO Francesco, nato a Polistena (RC) il 6.1.1979, già detenuto per altra causa, per il reato di associazione mafiosa;
GALLONE Pasquale nato a Nicotera (VV) il 30/08/1960, già detenuto per altra causa, per i reati di favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena, aggravati dalle finalità mafiose;
MANCUSO Luigi nato a Limbadi (VV) il 16/03/1954, già detenuto per altra causa, per il reato di favoreggiamento personale, aggravato dalle finalità mafiose.

 

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