‘Ndrangheta: 35 condanne e 12 assoluzioni nell’operazione “Basso Profilo”

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Il Tribunale di Catanzaro ha emesso, nella giornata di venerdì 14 luglio, la sentenza relativa all’operazione “Basso Profilo”, un processo avviato dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Catanzaro che ha investigato sui presunti legami illegali tra le cosche di ‘Ndrangheta del crotonese e il settore imprenditoriale.

Nel corso del procedimento, il pubblico ministero Paolo Sirleo ha sostenuto che l’imprenditore Antonio Gallo fosse un “soggetto servente alle cosche”, individuo che avrebbe creato un intricato sistema di società cartiere con l’unico scopo di emettere fatture false. Gallo è stato condannato a trent’anni di reclusione e accusato anche di associazione mafiosa.

Un’altra figura centrale del processo è stata Umberto Gigliotta, condannato a 30 anni di reclusione per associazione per delinquere semplice aggravata dal metodo mafioso. Gigliotta, anch’egli imprenditore, è stato ritenuto responsabile di aver intrattenuto rapporti illeciti con la ‘Ndrangheta.

Ercole D’Alessandro, ex luogotenente della Guardia di Finanza in servizio al Nucleo di polizia economico finanziario – Gico sezione Goa di Catanzaro, è stato condannato a sei anni e otto mesi. D’Alessandro è stato ritenuto colpevole di associazione per delinquere semplice aggravata dal metodo mafioso, corruzione, rivelazione e utilizzazione di segreti d’ufficio, traffico di influenze illecite, accesso abusivo a un sistema informatico, false attestazioni o certificazioni e truffa militare.

Tra le assoluzioni più significative, spicca quella dell’ex presidente dei giovani industriali di Crotone, Glenda Giglio, che era accusata di concorso esterno in associazione per delinquere semplice aggravata dal metodo mafioso e trasferimento fraudolento di valori aggravate dal metodo mafioso.

Altri tre imputati sono stati assolti: Luciano D’Alessandro, figlio di Ercole D’Alessandro, l’ex consigliere comunale di Catanzaro Tommaso Brutto e il figlio ed ex consigliere di Simeri Crichi, Saverio Brutto.

L’operazione “Basso Profilo” rappresenta un importante passo avanti nella lotta contro il crimine organizzato nel crotonese, dimostrando il tentacolare intreccio tra le cosche della ‘Ndrangheta e il mondo imprenditoriale locale. Le sentenze emesse oggi inviano un segnale chiaro: nessuno è al di sopra della legge, e le forze dell’ordine e la magistratura continueranno a combattere per garantire la giustizia e la legalità nella regione.

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