LA DENUNCIA. Cosenza, le famiglie dei malati psichiatrici abbandonate a sé stesse

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

 

L’OMS definisce la salute quale “stato di totale benessere, fisico, mentale e sociale”. Ma la malattia mentale non si vede e, quindi, non esiste! La pandemia ha fatto riemergere problematiche da sempre ignorate dalla politica a qualsiasi livello. L’isolamento a cui siamo stati costretti, il distanziamento sociale, hanno acuito la sofferenza di molti e fatto insorgere difficoltà anche in soggetti sani. Ci si è preoccupati di tutto in questi due anni, meno che della salute mentale!

I Csm locali sono sempre più in affanno. Si sono moltiplicati i pazienti, ma non il numero degli operatori del servizio e men che meno gli strumenti a disposizione di questi.

 

Scrivo a nome di una associazione di promozione sociale che sta nascendo a Cosenza e porta il nome di “Rosa di Gerico”. L’associazione ha lo scopo di aiutare su più fronti le famiglie di malati psichiatrici, sempre più abbondonate a loro stesse dalle istituzioni politiche. E la nostra battaglia inizia dal Csm di Cosenza!

Abbiamo provato a contattare il commissario dell’Asp di Cosenza per avere un incontro, ma invano. E, pertanto, abbiamo deciso di divulgare questa nota con la quale vogliamo rendere partecipi i cittadini delle condizioni in cui versa la struttura di Piazza Amendola. Da anni si discute sulla messa in sicurezza dello stabile, ma mai nulla di concreto è stato attuato. Gli operatori del servizio lavorano a ritmo incessante per garantire le cure necessarie ai malati psichiatrici, soprattutto in questo tempo che li ha visti più emarginati del solito. I medici della struttura hanno fatto un lavoro immane per garantire le vaccinazioni anti Covid ai pazienti. Non li hanno mai lasciati soli durante la pandemia e, spesso, utilizzando mezzi propri.

Il tutto nel silenzio assordante delle Istituzioni!!! Ma qualche giorno fa è avvenuto qualcosa di veramente inspiegabile. I locali adibiti ad ambulatorio del Csm sono stati ampiamenti ridimensionati con buona pace delle normative anti Covid. Gli spazi sono stati ridotti al minimo, i pazienti sono costretti ad attendere il loro turno sotto il sole perché non esiste più una sala d’attesa, gli operatori lavorano senza aria condizionata con un serio rischio per la salute.

Si discute sulla possibilità di adibire ad ambulatorio per il Csm l’ultimo piano della struttura, ma evidentemente chi progetta questo non conosce la realtà dello stabile. Si tratta di un piano raggiungibile con due irte rampe di scale che renderebbero impossibile l’accesso ai pazienti anziani. Non esistono protezioni alle finestre il che rende particolarmente pericolosa la permanenza dei malati psichiatrici. Mancano le misure minime di protezione previste dalla normativa sulla sicurezza negli ambienti di lavoro. E si potrebbe continuare all’infinito! Crediamo sia giunto il momento di svegliare i politici locali e le cariche istituzionali della Sanità calabrese e non solo. Il malato psichiatrico merita la stessa dignità di un qualsiasi altro malato!