Il Cosenza si avvicina alla salvezza con un poker

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Vittoria fondamentale a Reggio Emilia per i Lupi

Il Cosenza torna alla vittoria e lo fa imponendo il proprio gioco con autorevolezza fin dal calcio d’inizio e restando concentrato e tonico per tutta la durata dell’incontro. Trascinati da un Tutino ancora una volta sontuoso e da un Calò onnipresente e ispirato, i rossoblù hanno – finalmente – giocato la partita che serviva nel momento in cui serviva, ritrovando in un colpo solo concretezza, gamba e determinazione. Dal punto di vista della classifica la vittoria conseguita al Città del Tricolore ha – inoltre – una valenza doppia perché risucchia nella bagarre anche la Reggiana, che adesso ha un solo punto in più della squadra di Viali e – in caso di eventuale arrivo a pari punti – gli scontri diretti decisamente a sfavore.

SCHIERAMENTI DI PARTENZA

Nesta mette in campo i suoi con il solito 3-4-2-1, sostituendo – rispetto alla partita precedente – lo squalificato Bianco, Portanova e Gondo con Kabashi, Antiste e Okwonkwo. Viali ripropone sostanzialmente lo schieramento già visto con il Palermo, con un 3-5-2 che – a seconda dei movimenti di Antonucci – diventa a volte un 3-4-1-2, reinserendo dal primo minuto Marras – al rientro dopo aver scontato la squalifica – al posto di Canotto, e sostituendo Frabotta e Praszelik con D’Orazio e Mazzocchi.

PRIMO TEMPO: TUTINO ASSIST, PALO E GOL

Il Cosenza parte forte come di consueto, con Tutino che esce spesso dall’area di rigore – abbassandosi a centrocampo per fare da sponda o allargandosi per dare spazio agli inserimenti dei compagni – e proprio da un situazione simile nasce, al 6’, il vantaggio degli ospiti: l’attaccante napoletano, defilato sulla destra elude la marcatura del suo avversario diretto con un doppio passo e calibra un cross perfetto sul secondo palo dove è appostato D’Orazio che sovrasta un difensore granata e insacca di testa, proprio sotto la numerosa rappresentanza di tifosi rossoblù. La Reggiana prova a reagire ma non va oltre, all’8’, un colpo di testa – finito a lato – di Pieragnolo su cross di Sampirisi. Il Cosenza è padrone del campo, con Calò che tocca un’infinità di palloni, accelerando e rallentando il ritmo a seconda delle necessità. Al 14’ bel filtrante di Tutino per Antonucci che – defilato sulla destra e a pochi passi da Satalino – affretta la conclusione e conclude fuori dallo specchio. Al 21’, su calcio d’angolo battuto da Calò, Meroni salta più in alto di tutti ma la sua zuccata non inquadra la porta. Al 37’, su punizione dal limite – concessa per un fallo dubbio di Meroni – Cigarini calcia direttamente verso la porta di Micai ma trova l’opposizione di Calò che devia in angolo con la schiena. Al 43’ Calò lancia Tutino sul filo del fuorigioco: l’attaccante napoletano controlla, sterza due volte e conclude verso la porta di Satalino che può solo guardare e ringraziare il palo – nono per Tutino e ventunesimo per i Lupi – che respinge il pallone in campo. Sugli sviluppi dell’azione, al 44’, i padroni di casa perdono palla sulla loro trequarti difensiva per il pressing asfissiante dei rossoblù: Mazzocchi – appena dentro l’area – serve Tutino il quale lascia partire un tiro a giro – morbido e precisissimo – che finisce nell’angolino basso più lontano dove il portiere di casa non può arrivare. Con questo gol il bomber rossoblù ritocca il suo record personale e raggiunge quota 15. Il tempo di riprendere il gioco e dopo due minuti di recupero termina la prima frazione di gara con gli ospiti meritatamente in doppio vantaggio e Micai praticamente spettatore non pagante.

SECONDO TEMPO: LUPI IN CONTROLLO SENZA SOFFRIRE, NEL FINALE DOPPIO FORTE PER CHIUDERE LA PRATICA

Ad inizio di seconda frazione, al 47’, Gondo – appena entrato per Antiste – riceve palla sulla destra dell’area di rigore e conclude sull’esterno della rete, con Micai comunque sulla traiettoria. È però un fuoco di paglia con il Cosenza che riprende il controllo delle operazioni e si riaffaccia subito dalle parti di Satalino. Al 48’ Antonucci prende palla e da 25 metri calcia verso la porta avversaria, non inquadrando lo specchio. Al 50’, su azione avvolgente dei Lupi, Tutino serve Zuccon che controlla, si allarga e conclude con un bel destro verso la porta avversaria: Satalino devia in corner. Sulla susseguente battuta del calcio d’angolo, al 51’, Calò pennella per Meroni che svetta di testa ancora una volta e si vede respingere il tiro dal portiere di casa ad una passo dalla linea di porta. Il Cosenza abbassa i ritmi ma rimane in controllo, tant’è che le uniche opportunità dei granata arrivano con conclusioni episodiche di Gondo – al 56’ deviata in corner da Meroni – e di Portanova – al 64’ fuori dallo specchio. Al 73’ la squadra di Nesta ha la migliore occasione per provare a riaprire l’incontro: Venturi effettua un improvvido retropassaggio di testa dalla trequarti, non avvedendosi della presenza di Gondo che prende palla, entra in area e conclude con un destro violento respinto da Micai in tuffo. I tentativi dei padroni di casa finiscono praticamente qui, il Cosenza continua la gestione del pallone e all’82’ segna ancora: punizione battuta da Calò sulla trequarti destra che diventa un perfetto assist sul secondo palo per Forte – entrato da appena 5 minuti al posto di Tutino –, abile a rubare il tempo al suo marcatore e a ritrovare la via della rete dopo diversi mesi. La partita è in ghiaccio ma i Lupi continuano a giocare e calano il poker al 90’: pregevole doppia combinazione fra Marras e Forte con l’attaccante romano che – ricevuta palla al limite dell’area – si accentra e conclude superando – anche grazie alla deviazione di Marcandalli – Satalino per la seconda volta in pochi minuti. Per l’attaccante rossoblù si tratta appena della quarta rete – in una stagione travagliata per lui, dentro e fuori dal rettangolo di gioco. Il recupero serve solo ad anticipare la festa rossoblù, con i cori entusiastici dei tifosi al seguito, a cui fanno da contraltare i copiosi fischi del pubblico di casa all’indirizzo della squadra di Nesta.

LA VOLATA SALVEZZA INIZIA BENE

Il match di Reggio Emilia restituisce ai tifosi un Cosenza battagliero ed efficace come non si vedeva da troppo tempo. I rossoblù hanno finalmente saputo sfruttare il loro maggiore tasso tecnico rispetto all’ avversario di turno, sfoderando una prestazione scintillante e mostrandosi superiori – a tratti in maniera debordante – anche sul piano fisico. È vero che la Reggiana era – ed è – in una palese crisi involutiva ma è altrettanto innegabile che – in questa stagione – i Lupi hanno spesso saputo rianimare avversari derelitti, magari peccando in cinismo al momento di chiudere le partite. Nella partita contro i granata – oltre alla tenuta fisica per tutti i 90 minuti – quello cha ha favorevolmente impressionato è stata la capacità degli uomini di Viali nel rimanere concentrati e attenti senza soluzione di continuità, privi di quei “soliti” passaggi a vuoto o momenti di sbandamento sotto pressione che troppe volte – nel corso di questa stagione – hanno compromesso partite che sembravano tranquillamente alla portata o addirittura in pieno controllo. Il match contro il Bari – in programma nel prossimo turno -, oltre ad essere un possibile turning-point in chiave salvezza, sarà quindi un banco di prova importantissimo per un gruppo alla ricerca di conferme. La Reggiana è stata sostanzialmente brutalizzata dai rossoblù sotto tutti i punti di vista: la squadra di Nesta è sembrata molle, senza mordente e senza idee, pericolosamente non pronta ad una fase del campionato dove ogni pallone pesa e conta il doppio, specie adesso che è vicina ad essere riassorbita nei quartieri bassi della classifica. Se la serie di sconfitte consecutive dovesse ulteriormente allungarsi nei prossimi turni, gli emiliani potrebbero davvero essere incapaci di venirne fuori. Riguardo alla direzione di gara, l’internazionale Sozza ha sostanzialmente ben diretto l’incontro, sempre vicino all’azione e risoluto nel non farsi condizionare dalle ripetute proteste dei padroni di casa – che reclamavano un calcio di rigore praticamente ogni volta che si affacciavano nell’area cosentina. Unico neo la gestione non paritaria dei cartellini gialli: in una partita sostanzialmente corretta e giocata in maniera simile da entrambe le squadre, quattro ammoniti per i Lupi e solo uno per i granata – che si sono anche spesso resi protagonisti di proteste plateali e fuori luogo – non sono aderenti a quanto si è visto in campo.

REGGIANA (3-4-2-1) Satalino; Sampirisi (15′ Romagna), Rozzio (77′ Varela), Marcandalli; Fiamozzi, Cigarini, Kabashi, Pieragnolo (61′ Pajac), Antiste (46′ Gondo), Melegoni (61′ Portanova), Okwonkwo. 

A disposizione: Maniero, Sposito, Motta, Libutti, Reinhart, Blanco, Pettinari, Vido

Allenatore: Nesta.

COSENZA (3-5-2): Micai; Venturi, Camporese, Meroni, Marras, Zuccon (67′ Voca), Calò, Antonucci (67′ Praszelik), D’Orazio (76′ Frabotta), Mazzocchi (83′ Canotto), Tutino (76′ Forte).

A disposizione: Marson, Cimino, Gyamfi, Fontanarosa, Viviani, Florenzi, Crespi.

Allenatore: Viali
ARBITRO: Sozza di Seregno.
ASSISTENTI: Bresmes di Bergamo e Trasciatti di Foligno.

IV UFFICIALE DI GARA: Cherchi di Carbonia.

VAR: Gariglio di Pinerolo.

ASSISTENTE VAR: Miele di Nola.

MARCATORI: 6’ D’Orazio, 44’ Tutino, 81’ Forte, 90’ Forte

NOTE: Spettatori: 9.975 di cui 810 ospiti. Ammoniti: Cigarini (R), Marras (C), Venturi (C), Voca (C), Praszelik (C)

Angoli: 6-5. Recupero: 2′ pt, 3′ st. Possesso Palla: Reggiana 59 %, Cosenza 41 %

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