Cosenza, esonerato Caserta. Ritorna Viali

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Il ritorno di Viali

Un amore, mai nato. Quello tra Cosenza e Fabio Caserta, non è mai stato un vero amore. E’ stato, piuttosto, un “volemose bene”. O, come insegna la letteratura clinica, è stato un “rapporto di necessità”, qualcosa, destinato, mai, a diventare una promessa di per sempre. E, alla fine, dopo 29 giornate di campionato, il patron Guarascio, ha detto basta.

E, infatti, nel primo pomeriggio di oggi, al tecnico di Melito Porto Salvo, è stato comunicato l’esonero. Al suo posto, dopo lunghe riflessioni, è stato scelto William Viali, artefice della salvezza nei playout contro il Brescia.

Viali, esonerato dall’Ascoli, con cui era legato da un contratto biennale, dopo aver risolto il suo rapporto con la società marchigiana, è arrivato in Calabria, carico d’entusiasmo e con tanta voglia di ricominciare. L’allenatore milanese si è accordato con il Cosenza fino al 30 giugno del 2025. Domani dirigerà il primo allenamento.

I DUBBI SU CASERTA
L’ambiente, sin dall’ingaggio dell’ex tecnico di Benevento e Juve Stabia, non ha mai nascosto il suo malcontento per una scelta che, non ha mai convinto. Caserta, arrivato a Cosenza, con l’obiettivo primario di “rifarsi” dopo alcune stagioni negative, è stato accolto con scetticismo e, non gli è stato mai “perdonato” l’essersi reso responsabile delle retrocessioni dei sanniti e delle Vespe. A Caserta, sono state fatali, soprattutto, le due cocenti sconfitte casalinghe, contro Samp e Catanzaro.

Ma, ha pagato, anche per una lunga serie di “aggravanti” che, sono diventate “inappellabili”. La lunga serie di sconfitte, i mancati punti, la gestione caratteriale del gruppo, i moduli tattici, la scelta delle sostituzioni, l’assenza di gioco, la mancata cattiveria messa in campo. Per 29 giornate, anche contro i mugugni e le pressioni dell’ambiente, il diesse Roberto Gemmi, ha avuto la meglio sulle decisioni di “pancia” del presidente e ha, sempre, “protetto” il tecnico, convinto che questa squadra, potesse giocarsela con tutti.

Fabio Caserta, pur sentendo la “sfiducia” dell’ambiente su di se, ha continuato ad allenare la squadra, lavorando più sulla tattica che sul carattere. Forse, è stato proprio questo aspetto che, alla fine, gli è costato la panchina. Il pareggio interno con il Pisa, la sconfitta contro la Samp, tra l’altro nel giorno dei 110 anni, la pesante umiliazione contro il Catanzaro al “Marulla” e lo scialbo nulla di fatto di domenica contro il Cittadella, hanno “cancellato” la grandiosa prestazione casalinga contro il Venezia (vinta per 4.2), la “passeggiata” di Lecco e la prova maiuscola di Parma. L’ultima vittoria, festeggiata dai Lupi, al “Marulla”, risale al 20 gennaio: il 4-2 contro il Venezia. Sembra, passata una vita.

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