Catanzaro riconosce il genitore biologico in coppie omogenitoriali maschili dopo il parere del Ministero dell’Interno

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Un nuovo orizzonte di uguaglianza e diritti si apre a Catanzaro, grazie al recente parere del Ministero dell’Interno riguardante la registrazione dei certificati di nascita dei figli nati all’estero da coppie omosessuali composte da due uomini. L’interpretazione innovativa del Viminale permetterà finalmente la trascrizione del nome del genitore biologico nella registrazione anagrafica, aprendo le porte a una maggiore riconoscimento e tutela per le coppie omogenitoriali maschili.

In risposta a un quesito posto dall’amministrazione comunale di Milano, il Ministero dell’Interno ha delineato una nuova interpretazione delle norme riguardanti la trascrizione dei certificati di nascita dei figli nati all’estero da coppie omosessuali composte da due uomini. Secondo questa decisione, l’anagrafe locale potrà registrare il nome del genitore biologico, mentre l’altro genitore avrà la possibilità di ricorrere all’istituto dell’adozione, seguendo il concetto di “step child adoption” in situazioni particolari.

Fino a questo momento, l’amministrazione comunale di Catanzaro aveva seguito le direttive di una circolare ministeriale che consentiva la trascrizione solo per i figli nati da coppie omogenitoriali composte da due donne. La situazione cambia ora, grazie al chiarimento del Ministero dell’Interno. Il sindaco Fiorita, sostenuto dalla consigliera comunale Daniela Palaia, ha abbracciato questa nuova prospettiva, aprendo la strada alla registrazione dei figli nati da coppie omosessuali maschili, in linea con l’obiettivo di eliminare discriminazioni e disuguaglianze.

L’adozione di questa nuova politica a Catanzaro rappresenta un notevole passo avanti nella lotta per i diritti delle coppie omogenitoriali maschili e dei loro figli. Fino ad oggi, i minori nati da coppie omogenitoriali maschili erano spesso esclusi dalla piena tutela legale, con difficoltà nell’ottenere la residenza, il riconoscimento documentale e l’accesso all’istruzione. L’interpretazione precedente, che li considerava addirittura “minori non accompagnati”, aveva creato un inaccettabile stato di discriminazione.

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