Calabria, Napoli (Confapi): “Vaccinazioni in azienda”

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I dati sulla campagna vaccinazioni in Calabria non sono per nulla confortanti. La regione è il fanalino di coda d’Italia con 152.390 dosi consegnate e 90.068 dosi somministrate. Una percentuale quella calabrese dunque del 59,1%, con 80 mila dosi che restano ancora “parcheggiate” nei freezer.

Iniziata ieri  la somministrazione della prima dose agli over 80 e alle categorie delle persone fragili, non sono mancate le polemiche per la mancanza di organizzazione. Carenza del sistema sanitario calabrese, e mancanza di personale e strutture adeguate.

Bisogna accelerare con le dosi

È necessaria dunque un’accelerazione, visto l’acuirsi della pandemia e delle sue numerose varianti. Per questo Confapi Calabria e il suo presidente, Francesco Napoli, rilancia una proposta presentata lo scorso gennaio  da Maurizio Casasco, presidente nazionale di Confapi.

Gli imprenditori e in generale la piccola e media industria privata  sono stati colpiti da questa terribile crisi e ne stanno pagando un caro prezzo.

Vaccinarsi in azienda la proposta di Confapi

Ma non si sono fermati e hanno cercato di garantire la massima sicurezza ai loro collaboratori con i quali lavorano fianco a fianco ogni giorno. Potrebbero essere proprio loro, non solo i testimonial ideali sul territorio della necessità di vaccinarsi ma divenire essi stessi promotori di vaccinazioni in azienda attraverso l’operato dei Medici del lavoro. Il progetto di Confapi prevede il coinvolgimento diretto dei datori di lavoro, con la collaborazione dei Medici del lavoro e delle Parti Sociali”

Francesco Napoli, partendo dalle parole di Casasco, in attesa che venga incrementata la fornitura di dosi di vaccini anti Covid, fa un appello alla Regione Calabria: “Bisogna cominciare a vaccinare in azienda, avviando un protocollo che permetta ai datori di vaccinare i dipendenti attraverso i medici del lavoro”.

Inoltre- conclude Napoli“è prioritario decongestionare le strutture sanitarie, che da oltre un anno sono sotto pressione per l’emergenza pandemica e consentire al sistema economico della Regione di ripartire a pieno regime in totale sicurezza”.