Al Castello Svevo le magiche atmosfere calabresi di “Re Pipuzzu fattu a manu”

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Tanti applausi e molti apprezzamenti. Convince il melologo calabrese “Re Pipuzzu”, una narrazione onirica attraverso la quale Dario De Luca (regista, autore, attore) e Gianfranco De Franco (polistrumentista, musicologo e musicoterapeuta) hanno espresso la memoria storica del patrimonio culturale calabrese, per provare a leggere meglio la propria terra partendo dai racconti popolari.
La collaborazione tra Scena Verticale e Piano B funziona. La conferma arriva dal Castello Normanno Svevo di Cosenza con l’opera allestita dopo dieci giorni di prove in sala, ospite, per l’occasione del Festival Exit. Deviazioni in arte e musica.
Un lungo viaggio alla scoperta della forza interiore, una favola sinfonica per voce narrante, elettronica e orchestra con un finale a sorpresa. Anzi, con tre diverse possibilità di finali, scelti direttamente dal pubblico.
“C‘era na vota, na vota c’era… Mo vi cuntu in bona sustanza di re Pipuzzu la rumanza”, l’incipit di De Luca. Ma il vero protagonista non è il re del titolo, bensì una donna: una reginotta sicura del fatto suo e “capatosta!”. Mentre re Pipuzzo prende vita, lo spettatore è immerso tra i castagneti e agli uliveti di Calabria, sente gli odori degli impasti infornati e ascolta il canto delle cicale della nostra terra.
Il progetto è sviluppato da Dario De Luca, autore della riscrittura e dell’adattamento della fiaba di Re Pepe, nonché regista e attore della piéce, alla quale ha prestato corpo e voce per questo racconto in lingua calabra; Gianfranco De Franco, compositore delle musiche originali e live set di tutta la parte elettronica della sinfonia; Giuseppe Oliveto, arrangiatore, orchestratore e direttore dell’orchestra, composta da Fausto Castiglione, Antonio Vergine, Carlo Cimino, Checco Pallone, Francesco Montebello, Piero Gallina e Gianluca Grispino.
La produzione è riconosciuta dalla Regione Calabria a valere sul PAC Calabria 2014-2020 Azione 6.8.3. Eventi culturali 2021.
A questa, seguiranno altre due esibizioni: a luglio, la compagnia sarà a Lungro (CS) per poi andare in scena nel Comune di San Lorenzo Bellizzi (Cs). Scena Verticale e Piano B vogliono accostare, dunque, la tradizione popolare al patrimonio tangibile dei luoghi di Calabria. Dal Castello Svevo di Cosenza dimora di Federico II, a Lungro per il Salgemma Festival, nuovo progetto che mira alla valorizzazione e riscoperta della storia del luogo partendo della miniera di Salgemma di Lungro che ha rappresentato per millenni la più grande ricchezza di quasi tutta la piana di Sibari, fino al centro storico del Comune di San Lorenzo Bellizzi, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino, dove è in atto un vero e proprio intervento di rigenerazione urbana e sociale attraverso il progetto strategico per la valorizzazione dei Borghi della Calabria.

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