venerdì, Aprile 4, 2025
spot_img
HomeCalabriaCosenzaCosenza, la retrocessione è dietro l’angolo

Cosenza, la retrocessione è dietro l’angolo

La partita tra Cosenza e Pisa si è rivelata un’ennesima delusione per i rossoblù, travolti 3-0 in un match senza storia. Il Pisa ha approfittato degli errori e della fragilità del Cosenza, chiudendo la contesa già nel primo tempo. Dietro questa sconfitta, però, emerge una crisi più profonda: la gestione societaria di Guarascio e Scalise ha portato a scelte discutibili, penalizzazioni e un clima insostenibile, minacciando il futuro del club. Con la retrocessione sempre più concreta e l’assenza di un cambio di proprietà, il Cosenza rischia un declino irreversibile

Anche il Pisa passa agevolmente al Marulla

L’opera di demolizione e smantellamento del Cosenza – a firma Guarascio-Scalise – procede inarrestabile, senza soluzione di continuità, sul campo e non solo: dal punto di vista tecnico si pensava di aver toccato il fondo al Ceravolo ma contro il Pisa si è vista – o sarebbe forse meglio dire che non si è vista – una squadra ancora più rassegnata e arrendevole, capace di “consegnarsi” dopo pochi minuti ad un avversario tutt’altro che trascendentale.

Del resto, viste le premesse, non era necessario per gli ospiti fare chissà cosa: è infatti bastato attendere che le paure e i limiti dei rossoblù provocassero i consueti errori o passaggi a vuoto e – nel giro di sette minuti – la squadra di Inzaghi si è ritrovata in vantaggio di due reti, chiudendo di fatto la partita dopo appena mezzora di gioco. Successivamente, due espulsioni a stretto giro e la terza rete – sfortunata autorete di Micai con la schiena su un calcio di punizione di Angoni – hanno solo contribuito a rendere più amara e dolorosa la sconfitta.

Nella ripresa non è praticamente successo nulla, con i nerazzurri toscani che ostentatamente non hanno infierito sugli avversari, facendo trascorrere il tempo con un blando e interminabile giro palla. Da sottolineare l’inspiegabile atteggiamento di Inzaghi che, per buona parte del secondo tempo, nonostante il vantaggio – nel punteggio e di uomini – continuava ad agitarsi freneticamente ben al di fuori della sua area tecnica, senza che il direttore di gara prendesse alcun provvedimento.

Non confondere vittime e carnefici

L’esito negativo dell’incontro – peraltro largamente prevedibile – non deve deviare l’attenzione dai veri responsabili della situazione in cui versa il Cosenza: sarebbe infatti palesemente inutile accanirsi contro i giocatori quando la posizione di classifica, le difficoltà economiche e gestionali, la rottura totale con l’ambiente – tifoseria, stampa, sponsor e amministrazione comunale – sono tutte conseguenze delle scelte scellerate effettuate mesi fa dalla proprietà.

Nonostante il confortante inizio di stagione – dovuto essenzialmente alle capacità umane e tecniche di Alvini – era davvero difficile pensare che – senza interventi per raddrizzare la stagione, sul campo e nei conti – la situazione del Cosenza potesse portare ad una condizione differente da quella attuale.

Il baratro che si allarga giorno dopo giorno – con l’incombente retrocessione che potrebbe essere il minore dei mali – è stato causato dalla precisa volontà del proprietario e dell’amministratrice unica di ridimensionare tutto quanto ruotava intorno al Cosenza, partendo dall’azzeramento dello staff tecnico e della rosa, “usando” l’arrivo di Ursino e i suoi propositi di progetto ad ampio respiro come specchietto per le allodole quando invece si costruiva una squadra di scommesse o di calciatori reduci da esperienze fallimentari o quasi.

Contemporaneamente arrivavano i quattro punti di penalizzazione – ancora oggi non si sa ufficialmente chi e perché ha effettuato il “pignoramento-killer” – che si sarebbero rivelati una zavorra insostenibile per un gruppo giovane ed inesperto. Poi – come è noto – è stato un susseguirsi di situazioni e scelte societarie quanto meno improvvide – prezzi assurdi per il derby, chiusura dei commenti sui social-media, mercato di riparazione inesistente solo per citare le più eclatanti – che hanno contribuito a compromettere una situazione già estremamente complicata, aggravata ulteriormente dal continuo negarsi del duo Guarascio-Scalise di fronte alle offerte e/o agli abboccamenti di potenziali acquirenti interessati a rilevare la società.

Alla luce dell’attuale momento tecnico – con un campionato da portare a termine evitando altre umiliazioni – e considerando le innegabili difficoltà societarie, è davvero difficile ipotizzare cosa possa riservare il futuro al Cosenza, specialmente se non dovesse arrivare il cambio al vertice che tutta la città si auspica; i recenti esempi di Taranto e Turris di certo non inducono all’ottimismo, facendo inevitabilmente tornare alla mente i nefasti fantasmi dei fallimenti del passato.

COSENZA (3-4-2-1): Micai; Martino, Venturi, Sgarbi; Ricciardi, Gargiulo (74′ Kourfalidis), Charlys, Ciervo (46′ D’Orazio); Rizzo Pinna (46′ Kouan), Florenzi (39′ Hristov); Artistico (64′ Mazzocchi).

A disposizione: Baldi, De Franceschi, Cimino, Fumagalli, Dalle Mura, Cruz, Ricci.

Allenatore: Tortelli-Belmonte

PISA (3-4-2-1): Semper; Canestrelli (57′ Meister), Caracciolo (71′ Calabresi), Bonfanti; Toure, Piccinini, Marin (46′ Hojholt), Angori; Moreo (57′ Castellini), Tramoni (46′ Solbakken); Lind.

A disposizione: Nicolas, Loria, Rus, Abildgaard, Arena, Sernicola, Morutan.

Allenatore: Inzaghi

ARBITRO: Rutella di Enna.
ASSISTENTI: Ceccon di Rovere e Miniutti di Maniago.

IV UFFICIALE DI GARA: Manzo di Torre Annunziata.

VAR: Nasca di Bari.

ASSISTENTE VAR: Paganessi di Bergamo.

MARCATORI: 23’ Moreo, 30’ Toure, 43’ Micai (aut.)

NOTE: Spettatori: 2.326 di cui 492 ospiti. Ammoniti: Martino (C), Marin (P). Espulsi: Sgarbi (C), Martino (C)

Angoli: 0-. Recupero: 4′ pt, 0′ st. Possesso Palla: Cosenza 36 %; Pisa 64 %

LA FOTOGALLERY DI MICHELE DE MARCO:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

RELATED ARTICLES

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

- Advertisment -
Google search engine

Most Popular

Recent Comments