sabato, Aprile 5, 2025
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Lucantonio: “La giustizia ha bisogno di uomini semplici, non di protagonisti”

Il Procuratore Generale della Repubblica di Catanzaro ha sottolineato l'importanza dell'umanità e del confronto nel lavoro del magistrato durante la cerimonia di insediamento del nuovo Procuratore di Cosenza. Un caloroso benvenuto e un appassionato intervento in cui il PG ha ribadito che "la prima dote di un magistrato non è l'equilibrio, ma l'umanità con equilibrio"

Ieri mattina la cerimonia di insediamento del nuovo Procuratore della Repubblica di Cosenza, Vincenzo Capomolla, è stata caratterizzata dall’intervento sentito e appassionato del Procuratore Generale della Repubblica di Catanzaro Giuseppe Lucantonio, che ha sottolineato l’importanza di valori quali l’umanità, la semplicità e il confronto nel delicato lavoro della magistratura.

«Oggi sono venuto a fare un discorso un po’ diverso dagli altri» – ha esordito Lucantonio, spiegando come quello per Capomolla «sia un discorso di saluto, ma capovolto» riferendosi al recente commiato a Catanzaro, «dove ci sono state molte lacrime e testimonianze di affetto».

Nel corso del suo intervento, Lucantonio ha voluto chiarire la sua visione della giustizia, prendendo le distanze dall’attuale tendenza che vorrebbe trasformare la macchina giudiziaria in una “catena di montaggio” orientata solo all’efficienza e alla produttività. «Il giudice deve avere il tempo da spendere per poter decidere, perché non decide per sé, decide per gli altri, che è la cosa più difficile del mondo» – ha affermato con convinzione. L’intervento di Lucantonio ha fatto seguito al discorso del presidente della Camera Penale di Cosenza, Roberto Le Pera.

«Tralascio i discorsi sui rapporti di locazione e proprietà del Palazzo di Giustizia» – ha replicato con sottile ironia Lucantonio che ha poi proseguito spostando l’attenzione su problematiche più concrete come l’edilizia giudiziaria calabrese, definita “non cosa gradevole”, lamentando la tendenza locale a voler moltiplicare le strutture giudiziarie. «Questa è una terra dove tra poco vorranno fare anche la Corte d’Appello a Paola, perché ogni cittadina vuole un piccolo tribunale o un giudice di pace». Questo passaggio ha evidenziato la diversa prospettiva tra la visione dell’avvocatura, rappresentata da Le Pera, e quella della magistratura, incarnata da Lucantonio, pur nella comune volontà di collaborazione per il buon funzionamento della giustizia.

Un calabrese al servizio della Calabria

Rivolgendosi direttamente a Capomolla, Lucantonio ha espresso apprezzamento per la scelta del nuovo Procuratore di rimanere in Calabria. «Tu sei un ragazzo calabrese perbene, onesto, di una famiglia all’antica, che sei cresciuto in Calabria e hai voluto spendere tutta la tua vita lavorativa qui a servizio della Calabria. Questa è una cosa che ti fa onore perché, a differenza di tanti che scappano e vanno altrove, sei rimasto qui a lavorare».

Il Procuratore Generale ha poi sottolineato le qualità umane e professionali di Capomolla, descrivendolo come «una persona che ha la porta aperta dalla mattina alla sera, il primo ad arrivare in ufficio e l’ultimo ad andarsene e, soprattutto, come qualcuno che privilegia il dialogo. Non hai mai detto ‘si fa così’, hai sempre detto ‘parliamone’, perché il confronto è una cosa importante nella vita».

L’importanza della famiglia e della semplicità

Particolarmente toccante il passaggio in cui Lucantonio ha evidenziato l’importanza dei valori familiari nella vita di Capomolla: «Oltre all’amore per la toga, che hai avuto sin da piccolino e che hai sempre portato con onore e dignità, hai un altro amore che è la famiglia». Un richiamo ai valori semplici che, secondo il Procuratore Generale, dovrebbero caratterizzare chi amministra la giustizia.

«Gli uomini che fanno la giustizia, più vivono di cose semplici, più sono modesti, umili e soprattutto silenti, non protagonisti, tanto più riescono a fare un servizio per il Paese e per il popolo italiano» –  ha concluso Lucantonio, lanciando un messaggio chiaro sull’approccio che dovrebbe guidare i magistrati nel loro lavoro quotidiano.

L’intervento si è chiuso con un richiamo all’unità e alla collaborazione tra le diverse procure: «Continua a essere uno di noi e, anche se sei a Cosenza, con Catanzaro nel cuore e Cosenza nel cuore, farai quel gemellaggio che altri non sono stati capaci di fare»

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