L’Alvini-bis inizia con un’ottima prestazione dei Lupi che gestiscono a lungo la partita, sprecano numerose occasioni per chiudere il match e vengono raggiunti ben oltre la fine del recupero
Probabilmente la stagione rossoblù non sarebbe comunque cambiata con la vittoria che stava maturando allo Stirpe, ma il Cosenza meritava decisamente il successo. Il Frosinone ha quasi certamente sbagliato l’approccio alla gara perché – come è sembrato evidente dal nervosismo e dalla continue provocazioni dei giocatori di casa – si aspettava di trovare la stessa squadra – rassegnata e remissiva – strapazzata da Catanzaro e Pisa, ma gli ospiti – evidentemente rivitalizzati da Alvini – hanno avuto il merito di essere combattivi, propositivi e concentrati dall’inizio.
Per lunghi tratti dell’incontro è sembrato di rivedere il Cosenza brillante di inizio stagione, quando pressing aggressivo ed esterni altissimi consentivano di chiudere gli avversari nella loro trequarti, creando numerose occasioni da rete. Purtroppo – e non poteva essere altrimenti – si sono manifestati anche gli “errori strutturali” di questa rosa – amnesie difensive e poca concretezza sotto porta -, amplificati peraltro dall’inevitabile assenza di serenità per la disperata situazione di classifica.
Malgrado ciò, se il direttore di gara avesse mantenuto nella ripresa lo stesso metro di giudizio – sostanzialmente equilibrato – avuto nelle prima frazione, il Cosenza sarebbe riuscito a tenere sotto controllo un avversario che era ormai sull’orlo di una crisi di nervi; il signor Cosso è invece diventato improvvisamente “casalingo”, fischiando praticamente ogni contatto nella metà campo difensiva dei Lupi e sorvolando invece su numerosi falli commessi dai gialloblù frusinati che – se rilevati – avrebbero consentito ad Artistico e compagni di rifiatare, specie quando erano rimasti in inferiorità numerica per l’espulsione – verosimilmente eccessiva e che difficilmente sarebbe stata comminata a parti invertite – dell’appena entrato Kourfalidis.
L’arbitro ha poi condizionato definitivamente l’incontro nel convulso finale quando – a recupero scaduto e nonostante non ci fossero stati episodi tali da doverlo prolungare – ha consentito ai padroni di casa di portare palla fino al limite dell’area ospite e di effettuare il cross che ha poi portato al rocambolesco pari di Pecorino.
Le reti
Il Cosenza passa in vantaggio al 24’ quando – dopo una bella azione manovrata – Cimino scende sul fondo a destra e mette un bel cross basso all’indietro per l’accorrente Artistico che batte Cerofolini. Al 38’ il Frosinone – mai realmente pericoloso in precedenza – perviene al pareggio: Marchizza lancia in profondità sulla sinistra Kvernadze che supera in velocità Cimino, converge e scarica per Darboe abile a superare Micai, probabilmente con la visuale parzialmente offuscata da Dalle Mura.
I Lupi tornano in vantaggio al 44’ con Rizzo Pinna che parte palla al piede, entra in area e – ricevuto un assist involontario di Bettella – batte il portiere gialloblù. Il pari definitivo dei ciociari arriva – come già scritto in precedenza – al 97’, a recupero scaduto: cross dalla sinistra di Barcella, Ambrosino colpisce di tesa in maniera poco efficace ma la palla sbatte casualmente sulla testa di Pecorino e termina imparabilmente in rete.
Il chiaro messaggio del mondo del calcio a Guarascio
La partita di Frosinone – oltre ad allungare la lista delle occasioni sprecate e dei conseguenti rimpianti per il campionato in corso – ribadisce ancora una volta chiaramente che il mondo del calcio – in tutte le sue componenti – non è più disposto a tollerare la presenza di Guarascio e l’approssimazione con cui ha amministrato il Cosenza in questa stagione e in quelle precedenti.
Gli evidenti torti arbitrali o comunque le direzioni di gara estremamente condizionanti subite dai Lupi in quasi tutti gli incontri sono la diretta conseguenza di una gestione superficiale, fatta di incompetenza ed inadeguatezza diffuse e caratterizzata dalla totale assenza di investimenti nell’ambito sportivo: tutti questi fattori hanno reso la società e – soprattutto – la proprietà del Cosenza dei veri e propri corpi estranei nel sistema calcio che sta provvedendo ad “espellerli”, contribuendo pesantemente – insieme alla penalizzazione di inizio stagione, anch’essa dovuta a problemi extra-calcistici – a vanificare gli sforzi dello staff tecnico e dei giocatori.
FROSINONE (4-3-3): Cerofolini; A. Oyono (57′ J. Oyono), Monterisi, Bettella, Marchizza (89′ Pecorino); Bohinen, Vural (46′ Barcella), Darboe; Ghedjemis, Distefano (57′ Tdsajout), Kvernadze (68′ Ambrosino).
A disposizione: Sorrentino, Cittadini, Begic, Lucioni, Szyminski, Cichella, Bracaglia.
Allenatore: Bianco
COSENZA (3-4-1-2): Micai; Hristov, Venturi, Dalle Mura; Cimino (69′ Ricciardi), Gargiulo, Florenzi (81′ Ciervo), Ricci; Rizzo Pinna (69′ Charlys); Cruz (76′ Kourfalidis), Artistico.
A disposizione: Baldi, Vettorel, Fumagalli, D’Orazio, Zilli, Kouan, Mazzocchi, Novello.
Allenatore: Alvini
ARBITRO: Cosso di Reggio Calabria.
ASSISTENTI: Bindoni di Venezia ed Emmanuele di Pisa.
IV UFFICIALE DI GARA: Ancora di Roma 1.
VAR: Fourneau di Roma 1.
ASSISTENTE VAR: Miele di Nola.
MARCATORI: 24’ Artistico (C), 38’ Darboe (F), 44’ Rizzo Pinna (C), 97’ Pecorino (F)
NOTE: Spettatori: 11.709 di cui 541 ospiti. Ammoniti: Florenzi (C), Monterisi (F), Bohinen (F), Lucioni (F), Ricci (C), Ricciardi (C), Pecorino (F). Espulsi: Kourfalidis (C)
Angoli: 6-0. Recupero: 1′ pt, 6′ st. Possesso Palla: Frosinone 63% Cosenza 37 %