Nel giorno dell’insediamento del nuovo Procuratore della Repubblica di Cosenza, Vincenzo Capomolla, il presidente della Camera Penale Roberto Le Pera ha voluto sottolineare con decisione il ruolo paritario di magistratura e avvocatura all’interno del sistema giustizia, con un sottile riferimento anche al tema della separazione delle carriere.
«Riflettevo sulla parola benvenuto, una formula di saluto con cui si fa buona accoglienza a un ospite» – ha esordito Le Pera. «Ma questo è un Palazzo di giustizia, in cui chi ci vive dentro non è, non sarà mai un ospite. E in questo luogo, che è l’epicentro della legalità, magistratura e avvocatura non possono essere ospiti, ma coinquilini».
Un concetto ribadito con determinazione dal presidente della Camera Penale, che ha voluto così definire immediatamente il rapporto tra le diverse componenti della giustizia. «Noi Avvocati e Magistrati nasciamo nel Tribunale. Ci formiamo dentro il Tribunale. Viviamo nelle aule del Tribunale. Il Palazzo di giustizia rappresenta quel sacro luogo della giurisdizione in cui il diritto di difesa, che è la più alta estrinsecazione dell’avvocato nella Costituzione, rende lo stesso avvocato non un ospite ma il protagonista della vita giudiziaria nel Tribunale».
«Per conoscerci subito e meglio» – ha detto Le Pera precisando le ragioni di questa premessa. «Per dirle con la più alta stima istituzionale, ma con altrettanta franchezza che l’avvocatura penalista bruzia non si sentirà mai ospite in questo Palazzo di giustizia, ma un soggetto istituzionale indispensabile per la tutela delle garanzie di quei diritti costituzionali con i quali sono cucite le toghe del giudice, del pubblico ministero e dell’avvocato».
Il presidente della Camera Penale – concludendo – ha espresso fiducia nella futura collaborazione. «Siamo certi che con il suo alto senso, per lo Stato e per i valori costituzionali, l’ufficio di Procura di Cosenza continuerà con l’avvocatura quell’incessante dialogo sui diritti e per i diritti, fra donne e uomini in toga che si rispettano profondamente e che non hanno bisogno di frapporre tra loro ostacoli perché consapevoli di essere accomunati dalla cultura della giurisdizione. E allora, illustre Procuratore, da inquilino a inquilino di questo meraviglioso Palazzo, la Camera penale di Cosenza Le augura buon lavoro».