Il Cosenza chiude il campionato a testa alta

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I Lupi impongono il pari al Sinigaglia facendo tremare il Como fino alla fine

Chi pensava che il Cosenza si sarebbe presentato a Como ormai mentalmente in vacanza e che la partita si sarebbe trasformata in novanta minuti di passerella per festeggiare la promozione dei padroni di casa si è dovuto ricredere poco dopo il calcio d’inizio. I ragazzi di Viali, infatti, hanno da subito messo in chiaro che sarebbe stata partita vera, battagliando su ogni palla con la stessa grinta e la stessa concentrazione messe in mostra negli ultimi incontri. I rossoblù – così come contro lo Spezia – non hanno regalato nulla, soffrendo quando c’era da soffrire, ribaltando l’azione in velocità e creando pericoli ogni volta che era possibile, costringendo la corazzata lariana a giocare a tutta e non solo: vista la garra dei Lupi, i padroni di casa sono stati anche costretti ad aggrapparsi al costante collegamento con La Spezia nella speranza – poi rivelatasi concreta – che arrivassero buone notizie.

 

SCHIERAMENTI DI PARTENZA

Il duo Fabregas-Roberts conferma il consueto 4-2-3-1 in cui – rispetto al match precedente – Iovine, Bellemo e Cutrone prendono il posto di Cassandro, Baselli e Verdi. Viali mette in campo i suoi uomini con una sorta di 4-4-2 asimmetrico – molto simile allo schieramento visto spesso nella sua precedente gestione – che diventa un 3-4-3/3-5-2 in fase offensiva. Rispetto alla partita precedente con lo Spezia, Antonucci e Venturi – non in perfette condizioni fisiche e neanche convocato – vengono sostituiti da Florenzi e Cimino.

 

PRIMO TEMPO: TUTINO FA VENTI ED ENTRA NELLA STORIA ROSSOBLÙ

Il Como parte subito aggressivo ed ottiene due corner consecutivi che culminano, al 2’, con un tiro da fuori area al volo di Braunoder respinto dalla difesa rossoblù. Al 9’ prima occasione da rete per gli ospiti: su calcio d’angolo, Tutino – appostato sul secondo palo – conclude di prima ma Iovine salva in prossimità della linea di porta. La partita è intensa e procede a strappi, con frequenti capovolgimenti di fronte in cui però le difese riescono a impedire conclusioni significative verso i rispettivi portieri. Al 26’ si fa vedere di nuovo il Cosenza dalle parti di Semper: lancio per Tutino il quale – appena entrato in area – incespica un po’ sul pallone finendo per servire involontariamente D’Orazio che affretta la conclusione mandando il pallone sul fondo. Al 30’ i Lupi passano in vantaggio con una bella azione corale: Zuccon dalla trequarti destra mette un bel pallone in prossimità del vertice sinistro dell’area piccola dove Florenzi – quasi incredibilmente – sovrasta di testa un avversario e rimette al centro per Tutino che brucia tutti sullo scatto e con un sinistro preciso ed angolato supera il portiere di casa. Con il ventesimo gol in campionato l’attaccante napoletano diventa il miglior marcatore in una singola stagione di B per il Cosenza, rendendosi sempre più protagonista della storia rossoblù, nella speranza che possa continuare a stabilire altri record. Inoltre, Tutino – andando in gol per sette gare consecutive – eguaglia Pazzini in questo particolare record della serie B. Il Como si butta rabbiosamente in avanti – anche perché dal Picco di La Spezia non arrivano buone notizie visto che il Venezia è passato in vantaggio – ma non produce niente di pericoloso fino al 41’ quando Da Cunha prova un sinistro da fuori che viene deviato dalla difesa e finisce di pochissimo a lato, con Micai che sembrava però in traiettoria. Nel secondo dei due minuti di recupero concessi, il Como ha l’occasione più ghiotta del primo tempo: Cutrone riceve palla leggermente decentrato sulla destra e conclude al volo trovando però la decisiva opposizione di Camporese che devia in angolo con la punta del piede. Si chiude quindi una vivace prima frazione in cui il Cosenza è stato più lucido e cinico mentre i padroni di casa sono sembrati in preda ad ansia e frenesia, specie dopo aver appreso del vantaggio del Venezia in Liguria.

 

SECONDO TEMPO: ARREMBAGGIO COMASCO FINO AL PAREGGIO SU RIGORE

Il tandem Fabregas-Roberts inserisce subito forze fresche – specie per sfruttare le capacità balistiche di Verdi – vista la necessità di ribaltare il risultato per non farsi sfuggire la promozione diretta. Già al 47’ i padroni di casa vanno vicini al pari quando – sugli sviluppi di un corner battuto da Verdi – prima Cimino allontana la palla calciata direttamente verso lo specchio della porta, poi Meroni respinge – quasi sulla linea di porta – il tiro di Cutrone. Al 52’ ancora Como pericoloso: Cutrone serve Sala che da sinistra mette in mezzo un violento tiro-cross su cui Gabrielloni – appostato nel mezzo dell’area piccola – non arriva per un soffio. I Lariani premono ma il Cosenza si difende con ordine, pur non riuscendo a ripartire efficacemente come nella prima frazione. Al 55’ Verdi viene lanciato da Gabrielloni e si presenta praticamente solo davanti a Micai che – con una prodigiosa respinta di piede – vanifica il tentativo del trequartista comasco. Nell’effettuare l’intervento però il portiere rossoblù si infortuna e – al 57’- deve lasciare il posto a Marson, terminando anzitempo il suo ottimo campionato. Negli stessi minuti arriva la notizia del pareggio dello Spezia, risultato che permetterebbe al Como di essere promosso in serie A anche in caso di sconfitta. Al 63’ Verdi conclude dal limite ma Marson controlla senza problemi, bloccando la sfera. Contemporaneamente cambia ancora il risultato in Liguria con lo Spezia che completa la rimonta portandosi in vantaggio sul Venezia ed avvicinando sempre di più i Lariani alla massima serie. Al 64’ occasionissima per il Cosenza: Marras va via in dribbling sulla destra e mette un pallone al bacio per Florenzi che – a pochi passi dalla porta di Semper – spreca l’opportunità del raddoppio mettendo di poco oltre a traversa. Al 69’ Da Cunha serve Cutrone ma ancora una volta Camporese devia in fallo di fondo. Sugli sviluppi del corner – al 70’ – ancora Cutrone mette fuori di poco. Al 72’ sempre Cutrone protagonista nell’azione che porta al calcio di rigore per i locali: dopo un batti e ribatti al limite dell’area cosentina, l’attaccante lombardo riesce ad anticipare di un soffio l’intervento di Meroni che colpisce quindi lo scarpino dell’avversario. L’arbitro non può fare altro che accordare il calcio di rigore e – dopo un check del VAR per una possibile posizione di fuorigioco dello stesso Cutrone ad inizio azione – Verdi si incarica della trasformazione. Nonostante la palpabile tensione, il trequartista comasco spiazza il portiere rossoblù e sigla il meritato pareggio al 74’, rafforzando la posizione della sua squadra nel confronto a distanza con il Venezia per la promozione diretta in serie A. Nei minuti finali, anche se il Como preme – in maniera assai blanda per la verità – alla ricerca della vittoria, sembra esserci spazio solo per la consueta girandola delle sostituzioni da ambo le parti. Nel corso dei sei minuti di recupero invece, entrambe le squadre hanno l’occasione per vincere l’incontro. Al 92’ Fumagalli entra in area e fa partire un diagonale insidioso che termina di poco sul fondo, sfiorando il palo della porta ospite. Al 95’ Canotto entra in area sulla destra, arriva sul fondo ed in prossimità del palo – invece di servire i compagni meglio piazzati nel cuore dell’area piccola – conclude addosso a Semper in uscita. La partita termina praticamente qui – con un pareggio sostanzialmente giusto – ed al fischio finale di Manganiello, dopo qualche minuto di attesa per la conclusione della partita di La Spezia, parte la festa del Como per il ritorno in massima serie.

 

RIPARTIRE DAL FINALE DI CAMPIONATO

La stagione del Cosenza terminata a Como lascia in eredità due riflessioni fondamentali, una sul recente passato e una sul prossimo futuro, inevitabilmente ed evidentemente connesse fra di loro: questa squadra – come ripetuto più volte nel corso del campionato – aveva tutte le qualità per fare qualcosa in più e raggiungere almeno i playoff ma è altrettanto evidente che – nei momenti in cui bisognava fare il salto di qualità – qualcosa è mancato, finendo per logorare il gruppo ed aprendo scenari apocalittici di rischio retrocessione. Sarebbe facile identificare in Caserta il responsabile unico di tutto quello che non è andato bene ma – sebbene il tecnico melitese e il suo staff abbiano innegabilmente commesso diversi errori – sarebbe anche semplicistico, ingeneroso e forse anche dannoso – in ottica futura – non vedere il quadro d’insieme. Ci sarà tempo e modo – nelle prossime settimane – di analizzare in maniera approfondita le fasi del torneo appena concluso. Riguardo al futuro, dopo quanto mostrato nel filotto finale – affiatamento, coesione, equilibrio ed efficacia tecnica e tattica – sarebbe a dir poco delittuoso non cercare di mantenere lo zoccolo duro di questa squadra per affrontare il prossimo campionato senza porsi limiti, ripartendo dalle certezze – come Viali e i giocatori sotto contratto – e dall’indispensabile riscatto di Tutino che – giova ricordarlo senza soluzione di continuità – è virtualmente del Cosenza, grazie al diritto di riscatto fissato ad inizio stagione. Anche questi aspetti saranno affrontati prossimamente nei dettagli. Chissà che assistere alla festa promozione del Como non possa rappresentare uno stimolo – qualora fosse necessario – per il presidente Guarascio ad aumentare gli sforzi per inserire stabilmente i Lupi nella lotta al vertice. Riguardo ai Lariani, la promozione è arrivata meritatamente, sebbene con più difficoltà del preventivato, specie nella fase iniziale del torneo: considerando le ampie disponibilità economiche dei proprietari della squadra lombarda, l’organizzazione della società e l’organico messo a disposizione dei tecnici avvicendatisi sulla panchina comasca – con giocatori come Goldaniga, Strefezza, Verdi e Cutrone, veri e propri  lussi per la serie B -, non centrare la promozione diretta sarebbe stato quasi un fallimento. Riguardo infine alla direzione arbitrale, il signor Manganiello è stato autore di una prestazione sufficiente, tenendo la partita sotto controllo e mostrando l’unica pecca di non avere comminato qualche ammonizione in più nei confronti dei padroni di casa che – specie nel primo tempo – hanno fatto spesso ricorso al fallo tattico per stroncare le ripartenze ospiti. Anche Verdi avrebbe meritato un giallo sacrosanto quando – dopo avere realizzato il rigore del pareggio – si è reso autore di un inutile gesto derisorio e provocatorio nei confronti di Marson.

 

COMO (4-2-3-1) Semper; Iovine, Goldaniga, Barba, Sala; Braunoder, Bellemo (46′ Baselli); Strefezza (46′ Verdi), Cutrone (82′ Nsame), Da Cunha (70’ Chajia); Gabrielloni (62’ Fumagalli).

A disposizione: Vigorito, Curto, Gioacchini, Odenthal, Abilldgaard, Ioannou, Cassandro.

Allenatore: Roberts (Fabregas).

COSENZA (4-4-2): Micai (57’ Marson); Cimino, Meroni, Camporese, D’Orazio; Marras (71’ Canotto), Zuccon (58’ Voca), Viviani, Florenzi; Tutino (71’ Crespi), Mazzocchi (81’ Novello).

A disposizione: Lai, Barone, Fontanarosa, Frabotta, Gyamfi, Praszelik, Antonucci, Forte.

Allenatore: Viali
ARBITRO: Manganiello di Pinerolo.
ASSISTENTI: Mokhtar di Lecco e Di Monte di Chieti.

IV UFFICIALE DI GARA: Dipo di Treviglio.

VAR: Serra di Torino.

ASSISTENTE VAR: Paganessi di Bergamo.

MARCATORI: 31’ Tutino (Cs), 74’ Verdi (Co-Rig)

NOTE: Spettatori: 7.500 di cui 500 ospiti. Ammoniti: Micai (Cs), Iovine (Co), Camporese (Cs)

Angoli: 11-1. Recupero: 2′ pt, 6′ st. Possesso Palla: Como 57 %, Cosenza 43 %

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